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«Viva la Rua di casa Bissara, mezi la tira, e mezi la para!»
La Rua, l'antico simbolo popolare della comunità vicentina, riappare in mostra, dopo l'evento del 2007, in Piazza dei Signori: conoscerla vuol dire scoprire lontane radici di unità cittadina. La prima Rua, che aveva il merito di essere stata sottratta al Carroccio dei padovani, nacque nel 1441 in sostituzione del cero destinato durante la processione del Corpus Domini. La ruota, insegna del Collegio dei Nodari (i Notai), posta all'interno di un tabernacolo, rappresenta la rotazione degli incarichi dei Notari suddivisi, nel Quattrocento, in Modulanti e in Vacanti, nell'entrare nello spirito della città, dimostrava la presenza del Comune, ne segnava l'importanza degli avvenimenti cittadini fino a caratterizzare, dal 1880, il Settembre vicentino.
Questa Macchina da festa, di grandezza monumentale, sopportava nel corso del tempo modifiche continue e, nel suo percorso nelle vie del centro cittadino storico, vessilli civili in sintonia con le vicissitudini storiche, con la comparsa di una rivoluzionaria "francese", poi austriaca. Dopo l'ultima apparizione del 1928 con la Rua fascista in Piazza dei Signori, fu completamente distrutta da spezzoni incendiari nel '45 nel deposito comunale dove, una volta smontata, era stata riparata. Il modello attuale, che si basa su un disegno di Andrea Palladio completato e rielaborato da Francesco Muttoni (1668-1747), ne raccoglie la storia e ne riprende il ruolo.
La Rua contemporanea gode di un notevole impatto visivo per l'altezza dei suoi 24 metri, il suo peso complessivo di 200 quintali, uniti ad altri 100 di zavorra, e riscopre, nella sua aperta struttura completamente smontabile, fra decorazioni, le singolari 14 statue caricate di significati simbolici arricchite da elementi decorativi di capitelli, altorilievi, scudi. La struttura portante costituita da sette grandi moduli di acciaio raggiunge il peso di 16 tonnellate. Il rivestimento architettonico è in legno di pioppo per le superfici lineari e in tiglio per le cornici e le superfici curvilinee. Le statue a grandezza naturale che la ornano, dalla precisa simbologia, si arricchiscono di capitelli, altorilievi e scudi, sono state realizzate con tecniche miste, dal legno alle resine plastiche. Per il rivestimento del legno si è adottato la cementite e una pittura di color ocra, ricoperta da una velatura di biacca con olio di lino cotto; mentre cornici e decori trattati ad acrilico brillano per il color oro della pittura.
La Rueta, del 1949, di proprietà dell'IPAB, da peso di 300 quintali, con altri 100 della struttura, alta circa 6 metri, riprodotta nelle proporzioni della macchina maggiore, usciva a momenti alterni dall'Istituto Salvi ed era portata dal Comitato di Trastevere lungo un itinerario nella zona, ponte degli Angeli e della contra' San Pietro. Completamente restaurata da Giovanni Zanini, sulle cronache delle manifestazioni storiche, riprende con l'intento di una ricorrenza annuale fissata nei primi giorni di settembre, l'antica festa cittadina del percorso spettacolare della Rua, lungo le vie del centro storico, per completarlo in Piazza dei Signori dove, scenograficamente, è posta l'antica macchina-giostra.
La festa, con il corteo rappresentato da associazioni confraternite, gruppi sportivi, gli ordini militari e gli ordini professionali, appartiene alla memoria cittadina e ripropone l'occasione all'intera città di recuperare un sentimento di comunanza.
Sabato 11 settembre a Palazzo Leoni Montanari conferenza sul tema "Il Giro della Rua. Evento di tradizione" proposta dai relatori Mauro Passarin, monsignor Francesco Gasparini e Walter Stefani.
L'articolata regia dello spettacolo organizzato per la "celebrazione della contemporaneità vicentina" è di Davide Fiore.
Associazione Artigiani- Comitato per la Rua.