NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
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Il Vicenza si affida all’era del “dopo Sgrigna”

La cessione del fantasista ha convinto dirigenti e tecnici a puntare sul tandem Abbruscato-Baclet. E contro il Portogruaro i risultati si sono già visti

di Adalberto Scemma

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Il Vicenza si affida all’era del “dopo Sgrigna”

Assistendo alla partita contro il Portogruaro di Fabio Viviani, uscito dal Menti con un pesante e forse immeritato 1-4, più di qualcuno si è stropicciato gli occhi. Al debutto in casa in campionato (a proposito, il Vicenza non vinceva da cinque anni!) sono andati in gol Baclet (doppietta), Abbruscato e Alemao, insomma tutta la principale prima linea. Per qualcuno è sembrato (speriamo che lo sia davvero...) una autentico cambio della guardia tra il passato, rappresentato dall'inedito tandem Bjelanovic-Sgrigna (peraltro mai convincente sino in fondo) e il presente per l'appunto.

Il Vicenza, almeno nelle intenzioni, ha scelto di rompere con il passato anche sotto il profilo delle scelte tecnico-tattiche. La cessione pur sofferta di Alessandro Sgrigna ha chiuso per esempio con la tradizione dei giocatori-simbolo inaugurata con Stefan Schwoch e proseguita con il fantasista romano. Se è vero infatti che in queste ultime stagioni Sgrigna ha rappresentato un punto fermo e imprescindibile della manovra biancorossa, è altrettanto vero che la sua presenza ha finito condizionare anche le scelte di mercato: nel bene e nel male è stata costruita infatti una squadra costretta ad affidarsi agli estri di un giocatore indubbiamente bravo e intelligente ma costretto a caricarsi di ogni responsabilità. Senza considerare quando si è trovata a giocare priva di Sgrigna la squadra ha perso troppo spesso per strada anche la propria identità.

Lo stesso discorso ha caratterizzato in passato la presenza del grande (ma proprio per questo inimitabile) Stefan Schwoch, uno che si adattava generosamente al gioco di coppia ma che preferiva di gran lunga proporsi con l'unico terminale offensivo. Stefan è stato a lungo l'emblema del Vicenza ed è un ruolo questo che sia pure in uno spazio temporale più limitato ha caratterizzato anche Sgrigna. Finché non si è deciso, in linea con le esigenze di un calcio che corre sempre più in fretta, di cambiare rotta e di tornare a uomini (e a schemi) più consoni.

Via Sgrigna, dunque, per propiziare il ritorno a un gioco forse meno brillante dal punto di vista spettacolare ma al tempo stesso meno decifrabile per gli avversari, che una volta individuato il fulcro avevano tutto il tempo per scegliere le giuste contrarie.

La coppia Abbruscato-Baclet ha dimostrato non solo di poter coesistere ma ha garantito al tempo stesso anche sprazzi di bel gioco. I due del resto si conoscono da un sacco di stagioni: non è vero come ha detto qualcuno che hanno vestito insieme la maglia del Lecce (con la quale si sono cimentati in annate diverse) ma è vero tuttavia che vantano una comune militanza ad Arezzo, campionato 2005-'06, prima che Baclet cominciasse - come Abbruscato peraltro - la girandola dei prestiti in giro per l'Italia.

Ma al di là di ciò hanno caratteristiche complementari, sanno sacrificarsi anche per la squadra e garantiscono peraltro alla fase offensiva quel peso (anche in termini di potenza) che l'agile Sgrigna non era certo in grado di garantire. Sarà il tempo, a questo punto, a certificare il destino del nuovo Vicenza e a garantire se il coraggio di cambiare rotta sarà accompagnato o meno da risultati all'altezza delle attese.

 

nr. 31 anno XV del 4 settembre 2010

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