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La linea ferroviaria che attraversa la nostra città congiungendo Trento a Venezia e che, recentemente, è stata celebrata per i suoi cent'anni di storia, è nel mirino del sindaco Stefano Cimatti, il quale sta cercando di coinvolgere tutti i trentadue sindaci dei Comuni interessati al passaggio di questa importante infrastruttura. «Ho inviato una lettera ai colleghi veneti e trentini - ci spiega - per far sì che si riesca a fare fronte comune al fine di vedere rivalorizzata questa linea ferroviaria. Ho già ottenuto una quindicina di risposte, addirittura qualche sindaco ha portato la questione in Consiglio comunale facendo approvare un documento che avevo allegato alla missiva. Nei prossimi mesi cercheremo di attivare un tavolo di lavoro in modo tale da tenere calda la faccenda. Mi rendo conto che non sarà un lavoro facile e che la soluzione del problema non sarà immediata, ma quel che conta è riuscire ad agitare le acque».
Nella lettera si 32 sindaci, Cimatti spiega che: «Questa ferrovia, costruita ormai da circa un secolo, doveva avere un carattere internazionale, ma la sua funzione si è gradualmente circoscritta al trasporto locale di passeggeri su un tracciato a binario unico. Le sue stazioni, anche quelle più importanti, non accolgono più il traffico delle merci e i passeggeri godono di servizi migliorabili efficacemente solo intervenendo sui limiti dell'infrastruttura attuale».
«A parer mio, l'interesse manifestato fino ad ora dalla Regione del Veneto e dalla Provincia autonoma di Trento si è adattato fin troppo all'assenza di prospettive di potenziamento significativo attribuibile alle Ferrovie dello Stato - aggiunge - Sono profondamente convinto che da questa ferrovia occorra trarre molto di più e valorizzarne la presenza nel territorio delle due regioni, fino al punto di darle il rango che le spetta in ragione della geografia e dell'economia del triveneto. Occorre infatti trovare la maniera di favorire spostamenti in tempi accettabili, rispetto a quelli attuali, per i passeggeri e re-impiegarla per il trasporto delle merci».
«So bene che il tema implica aspetti organizzativi dell'attività ferroviaria che esulano dal campo d'intervento nostro diretto - prosegue il primo cittadino di Bassano - I vantaggi che il territorio ne potrebbe trarre, tuttavia, sono così rilevanti sia sui tempi di percorrenza che sulle frequenze di viaggio, come pure sulla gestione del trasporto merci, che non posso immaginare di lasciare procedere lo scenario attuale senza avere sollecitato ad affrontare assieme il tema per portarlo alla luce nelle sedi competenti e con le proporzioni che esso giustifica».
«Sono tanti e tali i temi da sollevare - conclude Cimatti - che non posso non chiedervi un contributo fattivo per la ricerca di soluzioni congrue di tutti questi problemi».
Il sindaco della città del Grappa ha quindi allegato alla lettera un documento che alcuni Consigli comunali hanno già adottato. Ecco il testo: «Le attuali istanze strategiche di progetto e quindi di sviluppo del territorio e delle attività che in esso si svolgono, dalle più "domestiche" a quelle squisitamente economiche, passano sempre di più attraverso un controllo e verifica della capacità che quel territorio ha di favorire, a tutti i livelli, lo spostamento di merci e persone. Tanto è vera questa osservazione, apparentemente scontata, che essa dovrebbe informare e precedere tutte le azioni, ad ogni livello, tese ad una razionale programmazione urbanistica; ma quando questo non avviene, l'asincronia fra le componenti, in tempi molto brevi, realizza ritardi e addirittura cortocircuiti molto spesso poi difficilmente riparabili, che si traducono inevitabilmente in malessere e danni economici di difficile valutazione, ma sempre di entità e diffusione enormi. Questo è tanto più evidente in una regione come quella veneta che contribuisce per una rimarchevole parte alla creazione di ricchezza e sconta una pari inadeguatezza del sistema di spostamento di merci e persone deputato a sorreggere questa creazione. Nelle valutazioni sulle infrastrutture da sempre deputate alla mobilità, da molti anni si è abdicato rispetto ad una efficace azione propulsiva sul tema ferroviario, che ora è ulteriormente rivalutato da considerazioni su un uso più consapevole della superficie e dell'energia. Nel territorio che essa serve, la ferrovia da Venezia - Trento, effettivamente denominata Mestre - Trento, ha visto mantenere o peggiorare negli ultimi trent'anni gli standard qualitativi e quantitativi che la denotano. Essa può e deve realizzare una fondamentale canalizzazione del traffico di merci e persone fra, e attraverso, realtà di particolare interesse sociale ed economico. Tanto più che la liberalizzazione del settore ferroviario inizia da quest'anno a coinvolgere anche il traffico passeggeri nazionale, oltre a quello merci e regionale. Questo periodo, dunque, a partire da questi giorni, avrà significato cruciale per tutti i soggetti, economici e istituzionali, che si porranno come interlocutori nelle strategie di sviluppo, anche locali. Nuovi operatori potranno operare in un regime di concorrenza con Trenitalia, una volta che il Governo risolvesse il conflitto di interessi derivante dalla proprietà, da parte delle Ferrovie dello Stato, dell'operatore Trenitalia e del gestore dell'intera rete, Rete Ferroviaria Italiana. Le Regioni e gli Enti Locali possono promuovere una tale evoluzione, considerando che gli strumenti per un cambiamento possono essere operati ora con grande efficacia, rischiando poi di essere meno incisivi in un sistema consolidato. Alle luce delle considerazioni svolte, gli estensori del presente documento promuovono un'azione parallela e congiunta che, nell'ottica di un efficace sviluppo di tale struttura, miri a far sì che la Regione acquisti competenza e autorevolezza sulla questione delle ferrovie; dare il via alla progettazione e programmazione di una serie di adeguamenti e modifiche fra le quali si identificano fra le principali: un disegno del nodo di Venezia con un miglioramento dell'ingresso in stazione; il raddoppio della tratta Maerne - Castelfranco Veneto; un disegno del nodo di Castelfranco Veneto finalizzato al raddoppio della linea ed alla funzionalità degli attraversamenti delle direttrici concorrenti; il raddoppio della tratta Castelfranco Veneto - Trento; la velocizzazione e riduzione delle pendenze tra Primolano e la discesa verso la valle dell'Adige; l'introduzione di infrastrutture adatte all'accesso ed alla distribuzione delle merci, e questo non solo nella linea, ma nelle relazioni tra di essa e la restante rete; l'arricchimento della rete con eventuale completamento di rami, come quello ipotizzato tra Feltre e Primolano, che offrirebbero nuove occasioni di allargamento di servizi tra Trento ed il Bellunese rimpolpando il significato della linea; perseguire lo sviluppo di un doppio rango di servizio: treni diretti e treni locali, infittendo l'offerta e migliorando il servizio; sviluppare contemporaneamente l'acquisizione dell'utenza, mediante una progressiva azione di promozione ed integrazione dei servizi presso operatori attualmente operanti su gomma, sia pubblici che privati; coinvolgere il Governo e gli enti preposti affinché dispongano le risorse economiche per l'attuazione delle opere contenute nel presente documento».
nr. 31 anno XV del 4 settembre 2010