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Uno dei motori del chiacchiericcio estivo è stato quello della possibilità o meno dell'ingresso nella Maggioranza di governo cittadino dei Consiglieri comunali P.I. Claudio Cicero e dell'Avv. to Massimo Pecori. Possibilità realizzatasi e quindi maggioranza allargatasi e, conseguentemente, minoranza dimagrita.
Due personaggi da anni al centro dell'attenzione dei vicentini per la loro attività pubblica.
Il primo quale assessore nella Giunta condotta da Enrico Hüllweck, l'altro quale difensore Civico cittadino. Due storie politiche molto diverse anche se scandite, in qualche momento, come l'attuale, da situazioni analoghe. Infatti l'ultima campagna elettorale la vivono da candidati sindaci naturalmente di due liste diverse, ma ambedue diretti a contrastare, almeno in prima battuta, i pezzi da novanta, cioè il vincente dott. Achille Variati e la soccombente on. Lia Sartori.Già qui però si nota una differenza sostanziale. Cicero si presenta come un momento di rottura con il suo passato di militante di AN e organizza una lista civica comunque dichiarata di destra. Pecori mantiene la sua identità di rappresentante dell'UdC e la sua è la lista ufficiale di quel partito. Altra differenza si rivela quando vi è la seconda tornata di voto, cioè il ballottaggio e mentre Pecori si ritira in buon ordine senza prendere ufficialmente posizione, Cicero si allea alla Sartori e veste i panni del figliol prodigo.
Ora invece ambedue, dopo una fase di opposizione più o meno robusta vissuta in Consiglio Comunale, si apprestano a divenire maggioranza. Qui la differenza diviene oltre che sostanziale molto importante sul piano politico e su quello etico. Il cammino dell'avv. Pecori è coerente con la storia del suo partito, con il comportamento assunto non solo a Vicenza, ma in tutto il Veneto, con la strategia generale dell'UdC che punta ad essere autonomo ovunque non gli sia possibile essere un interlocutore effettivo, ed allora propende per una scelta di maggioranza piuttosto che di opposizione, altrimenti gioca la sua partita, politica, dall'opposizione. Così come accade in Regione. Il suo ingresso in Giunta a Vicenza, o comunque nella Maggioranza, è un atto politico, condivisibile o meno, gradito agli uni e sgradito ad altri, ma pur sempre un gesto politico. La sua scheda "comunale" lo indica come soggetto di "centro" e il suo ingresso viene giustificato come un maggior spostamento verso il centro della Giunta Variati. La scelta del consigliere Claudio Cicero è meno facile da definire. Proprio partendo dalla sua scheda consiliare ci si trova in un qualche imbarazzo. Infatti si legge: "Partito: Centro-Sinistra (Liste Civiche)". Che la sua lista fosse una Lista Civica non lo mette in discussione nessuno, ma che fin dall'inizio di questo mandato accettasse che fosse designata come una posizione di centro sinistra mi pare alquanto disorientante. Se così è, ed era nel 2008, bisogna ammettere che in molti avevamo mal compreso il suo messaggio elettorale. Il consigliere Claudio Cicero è naturalmente liberissimo di compiere tutte le evoluzioni che ritiene opportuno, modificare il suo modo di pensare e nel farlo non è detto che ciò sia, aprioristicamente, errato. Ma quello che si vorrebbe comprendere è il motivo per cui pare vi sia una sua insistenza di ricoprire, da assessore o da consigliere delegato, funzioni legate alle sue attività assessorili svolte con la Giunta Hüllweck. Cioè occuparsi ancora di viabilità. Pare che la motivazione sia nel fatto che questo lo pone nella categoria dei "tecnici", quindi la sua adesione alla Maggioranza rimarrebbe nella dimensione non politica, ma esclusivamente legata a qualifiche di esperto. Se le cose stanno così in realtà mi appaiono come una colossale mistificazione. Seppur generata da valutazioni e valori assai diversi, la sua scelta è esclusivamente politica e l'abito tecnico è un tentativo, povero, di costruire un alibi. Un alibi ad una scelta politica è spesso un fatto di cattivo gusto. Ad Achille Variati non serve alcun tecnico per risolvere, bene o male, i problemi della viabilità vicentina. Gli serve qualche voto in più per tentare di mantenere, non oggi la sua Maggioranza, ma un domani riconquistare la poltrona di sindaco. Lo ha detto a chiare lettere e senza alcuna titubanza. Cicero dovrebbe, a mio avviso, ammetterlo anche lui. Gli innocenti di solito non hanno un alibi da esibire.