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(C.R.) La prima analisi è puramente statistica. Sei gol nelle ultime due partite (nell'esordio di campionato il Vicenza era uscito sconfitto 0-2), equamente distribuiti nei tre nuovi attaccanti, ossia, in rigoroso ordine alfabetico, Alemao, Abbruscato e Baclet. Se sarà semplicemente un fuoco di paglia lo dirà il proseguo del campionato ma non c'è dubbio che quanto visto contro il Cittadella (sconfitto 4-1) e a Grosseto (dove i biancorossi si sono imposti 2-1), fa ben sperare i tifosi biancorossi, preoccupati durante l'estate per gli addii in contemporanea di Sgrigna, Bjelanovic, Margiotta e Paonessa, a cui si sono aggiunti quelli dei giovani Litteri e Bianconi. Con tre ex bomber del Vicenza di periodi diversi - Mario Maraschi negli Anni Sessanta e Settanta, "Toto" Rondon negli Anni Ottanta e Stefan Schwoch negli Anni Duemila - che seguono le vicende della squadra biancorossa, abbiamo aperto un dibattito per capire vantaggi e svantaggi della rivoluzione in attacco decisa dal d.t. Paolo Cristallini e dai suoi collaboratori.
"Toto" Rondon: «Anche tra i giovani la rinuncia A un talento spesso fa crescere tutta la squadra»
Sulla discussione relativa alla partenza di Sgrigna, già affrontata nell'ultimo numero de "ladomenicadivicenza.it", Antonio "Toto" Rondon, responsabile del Progetto Accademy ed osservatore del club di via Schio, non si tira indietro. E porta alla causa un esempio decisamente interessante. «Succede anche nelle categorie giovanili - spiega Rondon - che la partenza di un giocatore di talento, rappresenti paradossalmente un aiuto per la crescita di tutta la squadra. Per il Vicenza non c'è dubbio che Sgrigna rappresentasse un faro e su di lui passavano gran parte dei palloni, ma questo era un guaio quando non era al meglio della condizioni fisica o quando era marcato in maniera ferrea».
Secondo il "Toto" gli attuali sostituiti in prima linea sono all'altezza. «È presto per trarre delle conclusioni - aggiunge l'ex bomber biancorosso - tuttavia non c'è dubbio che Abbruscato e Baclet rappresentino due attaccanti di grande valore, capaci in serie B di fare la differenza. Sono entrambi ben dotati fisicamente e forti di testa, ma al contrario di Bjelanovic sono anche precisi sottoporta. Inoltre, oltre ad essere attaccanti che vedono la porta, giocano anche per i compagni e la squadra. Alcuni gol sono arrivati con due-tre passaggi a conferma che l'intesa è già buona».
È stata la partita al Menti contro il Portogruaro a sorprendere Rondon. «I veneziani sono stati letteralmente sopraffatti e sorprende che poi abbiano vinto le altre due partite, contro Cittadella e Sassuolo: negli ultimi anni raramente avevo visto il Vicenza costruire sette-otto palle gol nitide, peraltro frutto di azioni corali e non personali».
Non ci sono solamente Baclet e Abbruscato. «Alemao - conclude Rondon - ha sfruttato al meglio i pochi minuti avuti a disposizione in entrambe le partite, a conferma che si tratta di un giocatore sicuro di sé e con una gran voglia di emergere. Quando è stato utilizzato mi è piaciuto anche Oliveira, a conferma che dove non arriva forza può essere utile la tecnica. Vedrete che anche Minesso, un giovane che deve far vedere tante cose, e Arma sapranno sfruttare le loro occasioni: quest'ultimo lo conosco da quando giocava a San Bonifacio, mi è sempre piaciuto e ha voglia di sfondare».
Mario Maraschi: «Con questi giocatori sarà un Vicenza votato all'attacco»
Mario Maraschi, ex bomber di Milan, Lazio, Bologna, Lanerossi Vicenza, Fiorentina (con la quale conquistò uno scudetto nel campionato 1968-1969), Cagliari e Sampdoria, scommette senza tentennamenti sul nuovo corso dell'attacco biancorosso. «I tifosi del Vicenza non devono lamentarsi perché Sgrigna è andato via - dice Maraschi, che della società biancorossa è un osservatore esterno e collabora nelle giovanili - in quanto i nuovi arrivati sono sicuramente all'altezza. In particolare sono convinto che con elementi del calibro di Abbruscato, Baclet e Alemao, il Vicenza sarà votato all'attacco. Il mio amico Rolando Maran, che spesso è stato accusato di essere troppo difensivista, può finalmente contare su attaccanti di valore, ma anche su due ottimi esterni come Di Matteo e Gavazzi, con quest'ultimo che rimane il mio preferito. Poi ci sono altri ragazzi di valore e desiderosi di emergere, anche se tre giornate sono poche per trarre dei bilanci. Importante che non si esaltino e sappiamo rimanere tranquilli e sereni».
Sul discorso riguardante Sgrigna anche Maraschi è convinto «che il suo estro fosse importante per la squadra, ma indubbiamente la sua partenza ha finito con il responsabilizzare maggiormente tutti gli altri. Se non ricordo male la stessa cosa succedeva ai tempi di Schwoch che era capace di fare reparto da solo, ma nello stesso non sempre chi gli stava vicino riusciva ad esprimersi al massimo».
L'ex attaccante, residente nel Vicentino da quando ha lasciato il calcio, è convinto che per Baclet & compagni esistano margini di miglioramento. «In questo inizio di campionato si stanno esprimendo bene, ma andando avanti con il tempo possono migliorare sotto il profilo tecnico e tattico, quindi sicuramente sono destinati a crescere. Per Maran le opzioni in attacco sono diverse. Abbiamo diverse alternative per andare in gol e soprattutto in casa vedremo una squadra offensiva: in altre parole non collezioneremo più la decina di 0-0 dello scorso anno. Con la regola dei tre punti meglio vincere due gare e perderne una, che fare tanti pareggi».
Stefan Schwoch: «Difficile vedere in campo il tridente Abbruscato-Alemao-Baclet»
Con i piedi per terra, anche per motivi legati alla sua nuova carica di direttore sportivo del Vicenza, è Stefan Schwoch, un personaggio che di bomber e di gol se ne intende a meraviglia. «Non c'è dubbio - dice l'ex capitano che rispetto allo scorso anno l'assetto tattico offensivo sia stato rivoluzionato. In effetti le partenze di "Ale" e di Sasa hanno condizionato il mercato, ma i nuovi arrivati sono giocatori di altrettanta classe e dinamicità: siamo convinti che non li faranno rimpiangere».
A Schwoch abbiamo chiesto se sarà mai possibile vedere schierato il tridente formato da Abbruscato, Baclet e Alemao. «Credo sarà abbastanza difficile, a meno a che questo non avvenga in determinanti frangenti, magari nel finale quando devi cercare di recuperare una partita. In realtà un tridente del genere dovrebbe venire supportato da un centrocampo solido e a quel punto appare improbabile vedere in campo contemporaneamente al tridente due esterni offensivi come Gavazzi e Di Matteo. A parte questo c'è da dire che Maran ha al suo arco varie frecce e questo garantirà durante la stagione un certo turn-over, necessario per rifiatare o magari a rinunciare per una partita a chi si trova in condizioni fisiche non perfette».
Al d.s. biancorosso abbiamo chiesto di presentarci i protagonisti dell'attacco del Vicenza. «Il leader, se così possiamo chiamarlo, è sicuramente Abbruscato - conclude Schwoch - che ha saputo inserirsi immediatamente nella squadra e nello spogliatoio. Da un punto di vista tattico ritengo possa costituire una bella coppia con Baclet, in quanto quest'ultimo è un giocatore di movimento e parte da lontano, mentre lui è un uomo d'area. Alemao non mi pare assomigli a nessuno dei due, anche se comunque ha caratteristiche da seconda punta. Sono convinto che Elvis (Abbruscato, ndr.) possa rappresentare un esempio per gli altri due, che essendo molto giovani, mi riferisco in particolare ad Alemao, classe 1989, vantano ampi margini di miglioramento».
nr. 32 anno XV dell'11 settembre 2010