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Le ferie estive sono alle spalle ed è ormai ora che si riesca a sapere qualcosa in merito alle cinque proposte, presentate lo scorso anno in Regione, per la costruzione della benedetta variante alla statale della Valsugana, da Pian dei Zocchi a Pove. Gli amministratori locali premono per avere notizie su quest'opera che da decenni ormai è in attesa di essere avviata. Appurato che lo Stato non avrà mai i soldi ( si parla di qualcosa come 700 milioni di euro e forse più) per la Valbrenta, non essendoci a Roma un politico veneto tanto potente da essere in grado di dirottarli verso quest'area, si dovrà attendere che decolli il "project financing" lanciato, nel cuore dell'estate, un anno fa. Cinque i progetti di massima, abbiamo detto, che sono stati presentati alla vigilia del Natale scorso e la Regione, successivamente, ha nominato una commissione per l'esame di queste proposte. Già abbiamo avuto modo di scrivere che ci sono delle perplessità in merito a questi progetti, perplessità dovute al costo eccessivo dell'opera e all'incertezza sul volume di introiti derivanti dai pedaggi dei veicoli. Questa perplessità ci viene confermata ora dall'assessore regionale Raffaele Grazia. «Qualcuno dei componenti le varie cordate che si sono proposte per il progetto di finanza - ci spiega - mi ha detto che per essere remunerativa la variante dovrebbe richiedere un pedaggio superiore ai dieci euro e questo trasformerebbe quella dozzina di chilometri, quasi tutti in galleria, nella strada più cara d'Europa. M'è stato anche detto che si dovrebbero obbligare tutti i veicoli a transitare per quella variante».
A noi un imprenditore, interessato a quest'opera, ci ha riferito che, per essere considerata conveniente, quella porzione di Valsugana dovrebbe avere un passaggio pari al nuovissimo Passante di Mestre. Ebbene, da indiscrezioni raccolte sul volume di traffico commissionato dalle cinque cordate ad apposite società di rilevazione, per capire la valenza dell'iniziativa, pare che per la statale 47, nel tratto da San Nazario a Pove del Grappa, transitino mediamente, nei periodi di maggior afflusso, fra veicoli leggeri e pesanti, cinquantamila esemplari al giorno. Per il Passante di Mestre scorrono giornalmente, secondo le stime fatte, circa 150 mila veicoli. La differenza fra i due numeri è notevole ed è per questo che qualche ditta avrebbe già cominciato a fare marcia indietro. Bisogna ricordare che, con il project financing, quello che non guadagnano i privati con i pedaggi lo deve mettere la Regione, «e la Regione non ha certo i denari per coprire un'operazione del genere - ci assicura Grazia - specie con quel buco da un miliardo e passa di euro che ha in bilancio e con il taglio pesante (350 milioni di euro) della Finanziaria».
Ci si chiede allora perché questi cinque cartelli di imprese abbiano partecipato al bando emesso dalla Regione. «Bisogna ricordare che queste ditte non hanno alcun obbligo - chiarisce il consigliere regionale Raffaele Grazie - per cui non costava nulla concorrere, anche perché l'ipotesi di progetto non è che sia costata granché. È soltanto un disegno sulla carta ancora privo di tutta una serie di approfondimenti che dovranno essere effettuati nel momento in cui si dovesse passare alla progettazione vera e propria».
«Non si può sapere - ad esempio - non essendo stati effettuati dei carotaggi, che cosa possa riservare lo scavo per la costruzione delle gallerie. Indicativamente la roccia non dovrebbe riservare delle sorprese, ma se si trovano degli ostacoli imprevisti i costi fanno presto a lievitare».
A far crescere l'incertezza verso la soluzione di questo ormai storico problema è poi anche il fatto che il tempo passa senza che si sappia assolutamente nulla circa i cinque progetti, tutti in sinistra Brenta, presentati in Regione. Dalla fine del 2009 ad oggi, sostengono gli amministratori locali, si sarebbe potuto conoscere almeno se c'è veramente l'intenzione di portare a compimento quest'opera. Buio totale quindi sulla variante Pian dei Zocchi-Pove, ma tanta speranza che non si tratti dell'ennesimo buco nell'acqua.
nr. 32 anno XV dell'11 settembre 2010