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Sempre più Franco Beraldo aggrega tarsie cromatiche secondo un percorso d'ordine e di misura, fino a costituire un ritmo cadenzato di luminosi colori sulle tele. Le superfici sono memori di paesaggi mediterranei, di alberi e case solitarie immerse in una calda luce trasferita in sintetiche ed equilibrate composizioni di nitide forme. Queste tele appartengono ad un tempo preciso, che Beraldo rinnova con l'intento di fissar nuove ipotesi di forme, di stesure di colore geometriche, così da confermare: «Ho sempre avuto la consapevolezza di non cadere nel tranello nella netta contrapposizione tra astratto e figurativo». Da qui il comporre trame d'incastri e cesure di pitture bianche e subito rosa e poi gialle, per quindi arrivare alla sonorità del cobalto. È l'intesa con la luminosità veneziana, di un artista della laguna, che precisa attraverso tasselli un lontano richiamo di preziose realtà urbane in stesure morbide per una luce imbevuta da cromatismi, che hanno assorbito dalla realtà l'unità dell'acqua con l'atmosfera. Queste opere hanno la forza di mostrarsi anche in nuove opere di vetro, nelle quali si concentra la fluidità cromatica veneziana nella trasparenza. Così rossi incandescenti alternati a blu squillanti, sono accostati a gialli imperiosi accesi dalla sonorità della luce, che trasforma la superficie vitrea in un piano cromaticamente sempre rinnovato.
L'artista ha al suo attivo numerose esposizioni nazionali ed internazionali.
Si ricordano le mostre: Galleria Tiziano- Cortina d'Ampezzo- Belluno (1992) Museo Mel Palazzo delle Contesse- Belluno, Galleria Busellato -Asiago- Vicenza (1997 -1998-2005-2007), Villa Contarini- Piazzola sul Brenta, Museo Villa Nazionale Pisani- Stra- Venezia (1996), Museo Canoviano- Possagno- Treviso (2003), Ordine degli architetti- Kiev, Galleria Verscio - Locarno (2009).