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La mostra San Nicola Tiziano Il Merletto transita su un tempo esteso, compreso tra l’immagine di San Nicola da Bari della seconda metà del ‘400 e dipinti, testi manoscritti e a stampa, sculture, fino ad arrivare al risalto di un merletto (cm. 49x398) così prezioso da determinare l’evento espositivo.
Il lavoro “d’eccezione” veniva, nel 1934, illustrato accuratamente in Domus, la rivista d’architettura e design. La trina, donata al Museo Diocesano, racchiude la storia della vita, dei miracoli e della gloria di San Nicola in sedici sequenze. L’apoteosi della figura ieratica del Santo s’innalza al centro, rappresentato con il pastorale, il piviale caratterizzato dall’attributo che lo distingue delle tre sfere sul Libro delle Sacre Scritture. La leggenda narra di tre sacchetti di monete lanciati come dote dal Santo nella camera di tre fanciulle povere, che il padre voleva avviare al meretricio. La devozione per il Santo, dopo la morte e la traslazione delle spoglie a Bari nel 1087, dilaga fino in Russia, che lo eleva a patrono della nazione. È possibile rintracciare il suo culto in terra vicentina attraverso le opere ospitate nelle parrocchie della Diocesi. Entra così la figura del santo nella scultura quattrocentesca, quindi nelle pale d’altare, nei ritratti che lo consacrano fra angeli, in armonia con Santi in dipinti anonimi ed altri dalla firma di Antonio Zanchi, Giuseppe Tomasini, Nicolò da Cornedo fino alla pala del Santo, bello nel volto del committente, “splendido esempio d’introduzione al non finito proprio della pennellata tarda del maestro…” che porta al nome di Tiziano Vecellio.
nr. 08 anno XVII del 3 marzo 2012