NR. 04 anno XIX DEL 2 FEBBRAIO 2013
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Etra in prima linea contro l’amianto

Nel 2011 raccolte dalla società bassanese 123 tonnellate del pericoloso materiale. Coinvolti in un progetto cinque comuni, si punta sulla raccolta a domicilio

di Gianni Celi

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Etra in prima linea contro l’amianto

Dopo la sentenza del 13 febbraio scorso a Torino, che ha visto condannati i proprietari della Eternit per le morti provocate dal materiale killer negli stabilimenti di Cavagnolo e Casale Monferrato, torna d’attualità la lotta all’amianto che venne ampiamente usato nelle costruzioni fino al ’92. E allora abbiamo cercato di capire che cosa abbia fatto e cosa continui a fare Etra per far fronte a questa emergenza nel territorio di sua competenza. Il presidente, Stefano Svegliado, ci ha spiegato che è stata promossa una campagna di sensibilizzazione, al riguardo, in dieci Comuni fra quelli che sono serviti da Etra e, per quanto riguarda il Bassanese, ad essere stati coinvolti in questa operazione sono stati Rosà, Mason, Mussolente, Romano d’Ezzelino e Tezze sul Brenta.

Etra ha fatto conoscere, attraverso il proprio sito, l’importanza di questa campagna. Anzitutto è stato spiegato che l’utilizzazione di materiali contenenti amianto è stata vietata in Italia dalla legge 27 marzo 1992, n. 257. Con questa legge lo Stato vuole porre la parola fine alla presenza di amianto in Italia. La normativa vigente non esclude che la rimozione di piccole quantità di manufatti, contenenti amianto, venga effettuata dai privati cittadini, fermi restando gli obblighi di legge sul trasporto e smaltimento.

Etra, in collaborazione con le amministrazioni comunali, ha avviato un’azione di bonifica, su tutto il territorio, finalizzata allo smaltimento dell’amianto attraverso una capillare raccolta a domicilio su richiesta. I cittadini potranno disfarsi di tutti i materiali quali eternit, manufatti in matrice compatta come cisterne, canne fumarie, materiali di uso domestico come copriassi da stiro, guanti e altro, contenenti la pericolosa fibra.

Etra ha dato il via alla microraccolta di questo materiale e con questo termine non si intende solo l’attività di prelievo dei rifiuti contenenti amianto, confezionati a norma, ma anche l’insieme delle operazioni di rimozione o stoccaggio dei materiali costituiti di amianto e il loro confezionamento.

«I manufatti che rientrano dalla microraccolta - spiega la direzione di Etra - sono: lastre di cemento–amianto (purché non danneggiate da incendio, eventi atmosferici o altro) con una superficie massima da rimuovere pari a mq 75; manufatti di vario tipo in matrice compatta che possono essere smontati senza provocare rotture polverulente o sbriciolamento (canne fumarie, vasche ed altro); mattonelle in vinil amianto, non in opera, di peso complessivo fino ad un massimo di mille chilogrammi; altri materiali contenti amianto in confezione originale (ad esempio guanti, coperte, guarnizioni ed altro) fino ad un massimo di dieci chilogrammi e materiali dello stesso tipo di uso domestico (sottopentole, phon, teli da stiro ed altro ancora) fino ad un massimo di dieci chilogrammi».

Per le modalità di consegna basta consultare il sito apposito: infoamianto@etraspa.it.

Etra in prima linea contro l’amianto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Soddisfatto il presidente di Etra, Stefano Svegliado per il lavoro svolto fin qui. «Nel 2011 - afferma – sono state circa 123 le tonnellate di materiale che sono state raccolte, previa segnalazione da parte dei singoli cittadini o delle amministrazioni comunali di tutto il territorio di Etra, ed inviate ai centri specializzati di smaltimento».

Ma fra i cinque Comuni del Bassanese che hanno recepito la campagna di smaltimento dei materiali contenenti amianto, proposta da Etra, ve ne’è uno che si è distinto in modo particolare ed è quello di Romano d’Ezzelino. Nel 2009 era partita proprio da qui l’operazione dal titolo: “Amianto: togliamocelo dalla testa... e non solo", che ha permesso ai cittadini di rimuovere l'amianto in sicurezza sfruttando il contributo comunale. Adesso è partita la seconda edizione di tale proposta e, per spiegare come fare, le modalità e l'iter da seguire e come presentare la domanda, il Comune di Romano, con esponenti di Etra e dell'Ulss 3, ha programmato, nei giorni scorsi, un incontro con la popolazione, al quale hanno partecipato il sindaco Rossella Olivo, l'assessore all'ambiente Giuseppe Saretta, il dott. Maurizio Sforzi del Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 3 e Alberto Cappellozza di Etra.

Nella prima edizione furono consegnati, a Romano, 31 kit per la raccolta dell'amianto e smaltite quasi dieci tonnellate di questo pericolosissimo materiale.

Etra in prima linea contro l’amianto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Abbiamo pensato di riproporre questo progetto per ripulire in modo più preciso e puntale eventuali residui rimasti nel nostro territorio- ha spiegato l’assessore Saretta- Non ci aspettiamo di certo di raccogliere la stessa quantità dell'altra volta, ma più di qualche cittadino ha segnalato la volontà di partecipare all'iniziativa. Ho voluto riproporla per dare la possibilità di partecipare anche a quanti, visto il numero chiuso di iscrizioni, non hanno potuto aderire nel 2009».

Liberarsi dell'amianto per i cittadini può diventare una preoccupazione: «Come Amministrazione ci siamo accorti che la parte più difficile per un cittadino sta nell'aspetto burocratico – aggiunge Saretta - Spesso per qualcuno risulta più conveniente liberarsi dell’amianto in malo modo, magari abbandonandolo o sotterrandolo. Con la nostra iniziativa invece sarà molto più semplice: basterà togliere e impachettare il materiale e telefonare per farselo portar via. Sarà il Comune infatti a sobbarcarsi la spesa burocratica del kit di smaltimento e del trasporto del materiale. L'unico onere per il cittadino sarà il costo di 42 centesimi per ogni chilogrammo smaltito».

«Per fare un esempio pratico – conclude l’assessore all’ambiente di Romano d’Ezzelino - se un cittadino dovesse smaltire in autonomia una tettoia di circa dodici metri quadri in amianto, per un peso di circa 150- 200 chili di materiale, dovrebbe pagare 218 euro per il ritiro, 36 euro per il kit, 61 euro per le spese della pratica e 70 euro per lo smaltimento, per un totale di 385 euro. Beneficiando del contributo del Comune di Romano invece il cittadino dovrà pagare solo i 70 euro dello smaltimento, ovvero i 42 centesimi per ogni chilo smaltito. Senza dubbio, un bel vantaggio».

 

nr. 08 anno XVII del 3 marzo 2012

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