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Stazione ferroviaria di Bassano del Grappa, un sabato pomeriggio. Arrivano tre turisti austriaci: papà mamma e ragazzino, tutti in bici. Hanno pagato il biglietto (anche per la bicicletta ovviamente) e attendono che arrivi il treno da Venezia per Trento. Quando il convoglio si ferma stanno per salire, ma a bloccarli ci pensa il controllore. Sul treno, spiega, ci sono già altre due bici e non c’è più posto. Che fare? Bisogna attendere il treno successivo, sperando che nessuno abbia avuto la brillante idea di tornare a Trento, o in una delle stazioni della Valsugana, portando con sé la bicicletta. È uno dei tanti esempi di un disservizio che sta penalizzando ormai da anni la tratta ferroviaria che unisce la città del Grappa al capoluogo trentino. E pensare che, specie su Internet, abbondano gli inviti a percorrere la splendida ciclopista della Valsugana e della Valbrenta con l’assicurazione che, poi, si può tornare indietro comodamente in treno. Per il turismo è sicuramente uno smacco, ma fra qualche anno questi problemi potrebbero essere risolti se le cose dovessero girare, come sembra, per il verso giusto. Sì, perché il Trentino, consapevole dell’importanza di questo tronco ferroviario, ha avocato a sé la gestione del tratto Trento-Bassano.
«È da decenni che si discute del potenziamento della linea della Valsugana. La sfida che ci assumiamo ora può essere quindi definita, a buon diritto, epocale». A pronunciare questa frase è stato l'assessore provinciale ai trasporti di Trento, Alberto Pacher, commentando l'esito dell'incontro avuto a Roma con i vertici di Trenitalia, in base al quale, scartata l'ipotesi di una società mista, la gestione della linea passerà, a partire dal primo gennaio 2014, direttamente a Trentino Trasporti esercizio. Fin da quest'anno cominceranno comunque le sperimentazioni, che riguarderanno un paio di corse al giorno. Nel 2013 Trentino Trasporti gestirà cinque o sei corse al giorno. Dal 2014 tutte e 45 le corse giornaliere saranno gestite dalla società trentina.
Positivo dunque l'esito dell'incontro a cui hanno preso parte, per la Provincia autonoma di Trento, oltre all'assessore Pacher, i dirigenti Raffaele De Col e Roberto Andreatta e per Trenitalia l'amministratore delegato Vincenzo Soprano e il direttore del trasporto regionale Francesco Cioffi.
Accantonata dunque l'ipotesi della costituzione di una società mista, che avrebbe comportato numerosi problemi e oneri di carattere in primo luogo fiscale, sarà la Provincia di Trento a gestire direttamente, attraverso Trentino Trasporti, la linea Trento-Bassano. L'iter prevede l'ottenimento, da parte della società trentina, dell'abilitazione rilasciata dal Ministero, che avverrà entro quest'anno. Sempre nel 2012 partirà la sperimentazione del nuovo regime. Dall'inizio del 2014 tutto il traffico passerà in carico a Trentino Trasporti. Nel frattempo continueranno i colloqui fra la Provincia e Trenitalia per definire le altre questioni pendenti, in particolare quelle relative al passaggio del personale e dei cinque treni di proprietà di Trenitalia che passeranno a Trentino Trasporti (sulla linea operano quindici treni, di cui dieci già di proprietà della Provincia di Trento).
«Abbiamo posto i primi mattoni per la costruzione di un sistema integrato ferro-gomma - ha osservato ancora l'assessore Pacher - e in prospettiva per l'utilizzazione della linea della Valsugana anche come una metropolitana di superficie, a disposizione dei pendolari che si spostano da e per Trento. La linea della Valsugana è tutt'altro che un ramo secco; il nostro obiettivo è quello di un suo rilancio definitivo, per caratterizzarla finalmente come uno degli asset fondamentali del sistema dei trasporti provinciale».