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Soncino (Cremona) deve l’alta notorietà alla tipografia ebraica, una delle prime in Italia, sorta nella seconda metà del Quattrocento, da una famiglia di ebrei, originari dalla Germania. Nel 1488 viene stampata la prima Bibbia ebraica integrale. Oggi, Museo della stampa, rappresenta un luogo di richiamo per incisori ed appassionati. In questo ambiente carico di storia Margherita Michelazzo espone in acqueforti l’evoluzione di una mela nella trasformazione del pomo, “morso dopo morso”, in avvenenti torsoli. La metamorfosi avviene per l’invenzione del passaggio del frutto intero in frutto a metà e quindi nell’interpretazione originale del torsolo-figura pari ad impronta di luce. L’evoluzione sta nel transito fra profondi e dilaganti neri fino all’arrivo di nuove luci in visioni intense, tra profili d’ambienti toccati da brevi lampi luminosi. Il segno, ovattato ed intenso, condensa ombre; quindi successivamente cresce, varia e cede di fronte all’arrivo improvviso del chiarore. L’interpretazione visionaria ed estetica di Michelazzo, appartiene all’originale forza ideativa che la caratterizza. Le appartengono le sculture leggere del Parco del Sojo, a Lusiana (Vicenza) ed ancora è sua l’installazione delle “Lune di Galileo” alla Biblioteca internazionale La Vigna. Michelazzo innalza tra i fogli incisi, una mezza mela ad imprevedibile protagonista nella straordinaria architettura, ammorbidita da lampi di luce, delle Corderie dell’Arsenale. La fantasia alimenta nuove addizioni, sempre nuove sperimentazioni sulla lastra iniziale, che evolvono la tecnica e trasformano il linguaggio incisorio. Ed è la poesia di Saffo e di Alda Merini ad agire sull’immaginario di Michelazzo; l’intesa è profonda, si coniuga nelle visioni e nell’atmosfera di scelte stampe.