NR. 04 anno XIX DEL 2 FEBBRAIO 2013
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Interventi

La misteriosa sorte della Seriola

di Mario Giulianati
21 aprile 2012

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Interventi

La misteriosa sorte della Seriola

TOSETTO SERIOLA (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)LOGGETTA VALMARANA (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Da qualche tempo, il Giornale di Vicenza informa la città sulla condizione delle nostre strade, una condizione che non appare proprio delle migliori. Lavori appena conclusi e subito dopo ancora scavi e rifacimenti. Un po’ dovunque e molto in contrasto con la compagna di informazione (si scrive informazione ma si legge promesse fatte dal sindaco) sulla messa in ordine della nostra rete stradale, marciapiedi e cassonetti compresi. Scrive il Giornale di Vicenza: Ennio Tosetto alza le mani. «Purtroppo queste situazioni non sono nuove. Prima viene fatto l'intervento, poi avvengono i controlli e si scopre che qualcosa non è stato fatto secondo le direttive. È un problema che si verifica in diverse situazioni. Per quale motivo? Perché ci si rivolge a tante aziende. Dovremmo controllare tutte ogni giorno, ma non è così facile». Che non sia facile siamo perfettamente d’accordo, Oltretutto l’arc.to Tosetto non è privo di esperienza e la funzione di assessore non è la prima volta che la svolge. Però c’è da chiederci come farà l’Amministrazione a controllare in modo adeguato gli ottanta, dicasi ottanta, cantieri che ha promesso di aprire entro l’anno per far fronte allo stato di degrado delle nostre strade. Pare che la questione economica, cioè il denaro che serve all’opera ci sia, anche se un “tesoretto” come quello ricavato dall’autostrada avrebbe dovuto, ad avviso di tanti, essere utilizzato in maniera più mirata e non disperso in tanti rivoli che sanno più di campagna elettorale che di salvaguardia del patrimonio cittadino. Ma una particolare dichiarazione dell’Assessore Tosetto mi colpisce. Si torna a parlare, e il Giornale di Vicenza lo fa con un articolo, molto preciso e puntuale, a firma di Chiara Roverotto, dello stato di degrado della Seriola.

TOSETTO (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Dice l’Assessore Tosetto: «La Seriola non è più una roggia, bensì uno stagno e come tale va considerato pertanto bisogna risistemare il fondo, metterci argilla naturale e se servono anche alcuni teli. Procederemo per tralci per vedere come funziona, poi devono essere abbassate le feritoie per far sì che l'acqua defluisca con maggiore facilità, malgrado le alghe». Ma il problema della Seriola era stato affrontato lo scorso anno, ma pare proprio che la “grande invenzione” non abbia funzionato per nulla. Magari sono stati spesi dei bei soldini ma pazienza, sono cose che possono succedere. Ricordo un testo, apparso sul sito del Comune di Vicenza titolato “27/07/2011: Roggia Seriola, finiti i lavori ai Giardini Salvi per tenere limpida l’acqua attraverso un sistema di pompe e rocce vulcanichee prosegue “Chiare, fresche e dolci acque ai Giardini Salvi. Questa mattina l’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto ha effettuato un sopralluogo alla Roggia Seriola,… ecc.”. Ma torno alla Seriola divenuta uno stagno e mi chiedo quando, come, perché è divenuta uno stagno e nemmeno tanto SERIOLA (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)gradevole da vedersi. Trovo in un sito, in internet, un servizio interessantissimo. Riporto alcuni brandelli “In occasione del «2003 Anno internazionale dell'acqua» numerose classi del Liceo Pigafetta hanno svolto attività su questo tema. Questo ipertesto è stato realizzato con elaborati prodotti dagli studenti delle classi IA e IB liceo (vegetazione delle risorgive) e delle classi IIIA e IIIB liceo (percorso della Seriola, idrografia ed idrogeologia nord-vicentine) sotto la direzione del prof. Germano Bellisola. “…Al Giardino Salvi nelle acque della Seriola si specchia la cinquecentesca loggia Valmarana. Ma soltanto quando acqua ve n'è a sufficienza e non è eutrofizzata. La Seriola conclude il suo breve percorso sfociando nel Retrone a Ponte Furo, dopo aver attraversato la zona di Porta Castello ed il Campo Marzo un po' intubata e un po' a cielo aperto”. Il 2003 non è tanto lontano e il Liceo Pigafetta è una scuola di tutto rispetto. Torno a chiedermi che cosa sia successo dal 2003 che ha trasformato la roggia Seriola in uno stagno maleodorante? Quasi certamente la mano dell’uomo. Non possiamo dubitare di quello che afferma l’Assessore ma altrettanto non si può mettere in dubbio la professionalità dei docenti del Pigafetta e il lavoro egregio degli studenti. Certamente ci sarà una spiegazione ma sarebbe utile conoscerla, sapere perché una roggia, che per natura sua porta acqua corrente, deve divenire uno stagno.

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