|
|
||
Le ciotole, gli orologi ed ora i pianeti hanno un loro tempo ed un loro corso per Luciana Vettorel Ghedini, pittrice dagli interessi profondi, spesso celati, sostenuti da una tensione mirata, intenta a conquistare di giorno in giorno una conoscenza,
un’intuizione pittorica pari a quella poetica. Il mondo attorno, raccolto e confortevole non intacca, anzi sostiene tenacemente il desiderio di pittura presente negli anni. Da qui l’apparire, sul filo di un pensiero sostenuto da un costante desidero di ascesa, i dipinti condotti, per lei attenta lettrice di testi, sul persistente intento di elevazione. E tra pensiero e sentimento i pianeti, dai tragitti orbitali espansi, avvitanti su percorsi a vortice, nel moto a spirale, seguono nel cosmo una segreta ed eterna armonia. Appaiono da astri generatori di luminosità, per una materia intrisa di polveri di quarzi, scelti per l’energia contenuta negli intensi cromatismi. E sono luci e tragitti, spessori di sostanze e aspirazioni di lievità spaziali, tensioni verso l’infinito in dittici e trittici, senza mai dimenticare, con l’originaria forza emotiva, l’equilibrio della geometria. Arriva solo così dopo Astro*, Richiami luminosi*, Nel cosmo* il dipinto coinvolgente E non vi sarà più notte (Apocalisse 23,5). È una nuova pittura, gestuale, vibrante e fremente nei nuovi cromatismi di una materia sentita germinante, senza confini, priva di linee e di quiete assoluta, combattuta tra affioramenti e perdita d’ogni confine, memore solo di un’originaria vitalità generatrice nel seguire nuove pulsioni, fra cromatismi in trasmutazione costante.
Franca Grimaldi leggerà nel corso dell’inaugurazione, alcune poesie dell’artista.
Intermezzo musicale del Quartetto Officina Armonica.