NR. 13 anno XIX DEL 6 APRILE 2013
la domenica di vicenza
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Arthur Duff-Niele Toroni

Villa Piani Bonetti - Via Risaie, 1 - Bagnolo di Lonigo
Orario: da lunedì a venerdì 15-17, sabato 10-12, la prima di ogni mese 10-12, tutti i giorni su appuntamento
Chiude il 10 novembre

di Maria Lucia Ferraguti

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Arthur Duff-Niele Toroni

Con coraggio, la forza della contemporaneità continua il dialogo con i concetti architettonici sviluppati da Palladio nella mostra a Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo. Nell’inalterato fascino dell’architettura Manuela Bedeschi e Carlo Bonetti riconfermano il segno dell’ospitalità nell’attuale quinta edizione del programma di Arte Contemporanea. La loro preveggenza sul potere dell’arte ha il suo attuale riscontro nelle sale della Villa Pisani attraverso la vitalità delle opere di Niele Toroni e di Arthur Duff.

Arthur Duff-Niele Toroni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Toroni (Muralto –Locarno, 1937) sottolinea la dimensione monumentale della sala palladiana. Interviene sulla controfacciata della loggia verso il fiume scegliendo la grande finestra termale cieca sulla zona superiore e nella zona inferiore di due portine. Le sensibilizza, senza retorica, con una pittura “in fuga”, specifica del suo dipingere dagli anni Sessanta, attraverso una serie di impronte di pennello della stessa misura, ad intervalli regolari, di color rosso. L’artista parla di “respiro”, simile ad un passo dopo un passo, un’epifania dell’immagine sottolineata dal colore in dialogo con la monumentalità.

(Pola). In cantina, nelle soglie di passaggio, utilizza le sue impronte nella stessa configurazione triangolare seguendo l’idea di angeli in volo, nel chiuso di una casa, portatori d’infinito. Angoli quindi come angeli, con riferimento al titolo “ Angoli come angeli in cantina”, che percorrono lo sguardo verso il passaggio con la lievità del cromatismo.

Duff (Wiesbaden, 1973) privilegia un’inedita direttrice per Villa Pisani.

Sceglie una grande sala d’angolo per il proseguire ritmico delle travi e la oscura. Una luce fotonica, uno dei materiali del nostro tempo, polarizza nel flusso laser color magenta ed illumina, con il continuo scorrere di “spirit is a bone”, una frase sul valore dell’unione tra elemento indefinibile e quello della struttura. La materializzazione del linguaggio dell’espressione hegeliana, muta a seconda del punto di vista dello spettatore nella sala. Lo stesso intento di unità tra visitatore e spazio si ritrova nelle cantine nel risalto della scritta laser “the mind of the world, a cell in its brain”, frase tratta da World Brain di Herbert Georg Wells. Altri lavori con nodi, appaiono simili a configurazioni di mappe stellari riprese dal settecentesco catalogo astronomico di Charles Messier. All’esterno, sullo spazio della grande corte, Duff interviene scenograficamente. Fonda l’arte con la tecnologia nell’effetto luminoso della proiezione laser verde della frase “sing about the past but feel it in the present” espressione tolta da un’intervista a Damon Albam, cantante pop. Realizza così, su un asse proiettivo stabile e dinamico, una connessione all’architettura, alla pienezza dell’opera di Palladio, in dialettica sull’abitare e al vivere delle “Case di Ville”: la particolare sezione che l’Architetto trattata nei suoi Quattro Libri dell’Architettura, pubblicati a Venezia nel 1570.

La proiezione di laser verde è stata visibile nella sola serata dell’inaugurazione.

Progetto coordinato da Luca Massimo Barbero. Mostra a cura di Francesca Pola.

Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art . www.villapisani.net

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