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Il Giornale di Vicenza ci informa che sono circa 300 le domande mancanti all'appello rivolto dalla Amministrazione Comunale alle famiglie vicentine relativo alla iscrizione alle scuole dell'obbligo della città, e contemporaneamente ci dice anche che si è formato un "Comitato libera scelta oltre il Pts di Vicenza" che promuoverà, a sostegno delle proprie posizioni, anche una azione legale al TAR. La Domenica di Vicenza fin dall'inizio di questa vicenda ha sollevato dei dubbi sulla bontà di questa decisione della Giunta vicentina, non tanto e non solo sulla legalità della scelta, fatta ma soprattutto sul fatto che questo Pts lede il principio, sancito dalla Costituzione e riaffermato dal Diritto di Famiglia e nello specifico il Codice Civile (art.147) che stabilisce il diritto-dovere dei genitori (Potestà genitoriale) nelle scelte che meglio ritengono opportune per i loro figli e tra queste scelte credo proprio che ricada anche quella, prioritaria, della scuola che questi devono frequentare. Cito ancora dal Giornale di Vicenza una frase pronunciata dalla Signora Annalisa Sanson Ruzzene, presidente del Comitato genitori della media Giuriolo: «Non si tratta di attaccare il Comune ma semplicemente di affermare un diritto che è quello di scegliere tra plessi e offerte formative differenti, decidendo in piena autonomia cosa è meglio per i nostri figli». E questo concetto è ribadito con forza dal dr. Giampaolo Stopazzolo presidente del "Comitato libera scelta". Con le citazioni mi fermo qui ma sollevo alcune perplessità sia sul numero di adesioni certamente alto ma che mi appaiono forzate se si considera il metodo usato, cioè quello di inviare alle famiglie un modulo con la richiesta di riempirlo e di rinviarlo al Comune, sia sul come è stata gestita l'operazione di recupero delle iscrizioni. Personalmente ritengo questa presa di posizione dell'Amministrazione Comunale di Vicenza illiberale e irrispettosa delle prerogative delle famiglie. La domanda che mi pongo è questa: sono state in qualche misura chiaramente ed espressivamente informate individualmente, da parte del Comune in generale e in particolare dall'ufficio dirigenziale dell'assessorato alla istruzione, le famiglie sul loro fondamentale diritto di scegliere la scuola che più gradivano magari invitandoli ad "avere fiducia" nella ipotesi avanzata dall'Amministrazione e questo senza minimamente intaccare il loro diritto? Oppure, in qualche misura, è stata abbassata una saracinesca in questo senso? Magari questo potrebbe rivelarcelo il dirigente dott. Golin perché, per la modesta esperienza che ho di pubblica amministrazione, questo è un compito che non spetta all'assessore, nella fattispecie l'avv.to Moretti, ma al dirigente e ai suoi collaboratori sempre che il dirigente dia loro gli input adeguati e non ordini tassativi di comportarsi diversamente.
